Il Ministro generale OFM benedice Roma dalla Basilica dell'Aracoeli.

Il 6 gennaio la Basilica romana dell'Aracoeli è stata luogo di benedizione e fraternità. Come i Magi guidati dalla stella della presenza tangibile di Cristo, molti fedeli e i giovani della pastorale giovanile e vocazionale della Provincia, sono accorsi per la Messa solenne dell'Epifania. Ha presieduto l'eucarestia il Ministro generale dei Frati Minori, fr. Michael Perry, benedicendo tradizionalmente tutta Roma con il Bambinello dell'Aracoeli.

Riportiamo qui il testo della sua omelia.





Miei cari fratelli e sorelle, stasera abbiamo ascoltato le parole del profeta Isaia che parla al popolo del suo tempo e a noi, qui, oggi:


Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,

la gloria del Signore brilla sopra di te.

Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,

nebbia fitta avvolge i popoli;

ma su di te risplende il Signore,

la sua gloria appare su di te.

(Is 60, 1-2)



Forse ora più che mai abbiamo bisogno di parole di consolazione, di incoraggiamento e di speranza. Abbiamo bisogno di rassicurazioni sul fatto che Dio non ci ha mai abbandonati, ma continua ad amarci e a soffrire con noi in questi tempi difficili di Covid. Probabilmente tutti noi conosciamo qualcuno che si è ammalato, una persona amata, un amico. Alcuni hanno perso i loro cari che sono morti in ospedale, da soli. L'impatto del Covid sulla vita familiare, sul lavoro e su tutte le altre dimensioni della vita ha avuto un enorme costo emotivo ed economico, Il Covid ha generato una grande insicurezza e un senso di disperazione tra alcuni. Non siamo più in grado di raggiungere coloro che amiamo per mostrare affetto e cura. Ci incontriamo e salutiamo a distanza, con il volto coperto da una mascherina per proteggere noi e gli altri dal virus. Anche con la promessa dei vaccini abbiamo ancora molte domande sulla sicurezza, l'efficacia e la durata dell'immunità.


Il virus, e le misure di salute pubblica imposte dai governi, hanno generato un senso di impotenza. Purtroppo ha portato molti verso una profonda rabbia e forme di violenza domestica e pubblica, dirette contro i propri cari, contro coloro che temiamo, contro coloro che "non sono del nostro gruppo" e contro il governo. La pandemia, stranamente, ha anche agito come una luce, rivelando altri vírus operanti nella nostra vita e nella società: il virus delle disuguaglianze economiche che portano concentrazioni di ricchezza tra pochi e di povertà tra i tanti, il virus del razzismo e dell'esclusione, che impedisce alle persone di accedere, partecipare, essere accettate e integrate nella società, e può generare violenza contro persone di altre origini etniche o religiose, o a causa del colore della loro pelle; e il virus dell'abuso nei confronti del pianeta e l'ambiente. Il "vaccino" contro questi altri virus può essere scoperto solo perseguendo una logica di solidarietà umana, non la logica di Erode, che è una logica di dominazione, divisione e abuso.





Si dice che il primo passo verso la ripresa e la guarigione è riconoscere le tenebre dentro e intorno a noi e ammettere la nostra partecipazione nel promuovere queste tenebre. Nel fare ciò, facciamo i primi passi, ci uniamo ai Magi nella ricerca umana della luce, della speranza e della vera pace. Riceviamo incoraggiamento l'uno dall'altro mentre viaggiamo insieme nel pellegrinaggio spirituale a cui Dio ci invita. L'atto stesso di intraprendere questo viaggio creerà le condizioni in cui potremo lentamente iniziare a lasciar andare la rabbia, la paura, persino desiderio di controllare tutto e tutti. Il Covid ci ha spogliati di ogni pretesa di essere onnipotenti.


I Magi, in questo brano di Matteo, sono presentati come un modello del discepolato cristiano, ciò che ogni seguace di Gesù è invitato a fare: intraprendere un cammino spirituale fondato sulla fede, non sapendo cosa potrebbe rivelare la fine del cammino. Ma non è forse questo ciò che è accaduto nella vita di Maria a cui è stato chiesto di intraprendere un cammino spirituale di fiducia assoluta, un cammino che l'ha messa a rischio di essere rifiutata dai familiari e amici per essere rimasta incinta al di fuori di una vera e propria relazione coniugale? E che dire di Giuseppe? Certo, il suo sogno suona più come un incubo, quando gli viene chiesto di accogliere una donna che non portava in grembo suo figlio. È solo attraverso la nascita di Gesù che essi giungeranno a comprendere To scopo del loro cammino. Questo accadeva anche nella vita dei Magi. Partirono per la loro ricerca spirituale, spinti da una strana luce che proveniva da fuori di loro, che li condusse in una terra sconosciuta e a persone sconosciute. L'unica costante nella vita di Maria, Giuseppe e dei Magi è stata la loro volontà di aprirsi alla vita, di stupirsi, di permettere a Dio di portare qualcosa di nuovo nella loro vita. E tutto questo è stato reso possibile grazie alla luce che risplendeva dal presepe di Betlemme, da Gesù.





Fratelli e sorelle, questa sera siamo invitati a fare un passo in avanti nella fede e a lasciare che l'amore e la misericordia di Dio risplendano attraverso le nostre tenebre, le paure e le incertezze. Così facendo, vedremo che la luce di Cristo risplende già in noi, una luce che non può essere spenta.


"Non c'è pandemia, non c'è crisi, che possa spegnere questa luce: lasciamola entrare nel nostro cuore, tendiamo la mano a chi ha più bisogno, così Dio nascerà nuovamente in noi e in mezzo a noi"

(Papa Francesco, Angelus, 6/12/2020).


Se seguiamo questa luce, essa ci trasformerà in testimoni viventi di amore e di misericordia, permettendoci di raggiungere e abbracciare tutti gli esseri umani come fratelli e sorelle, Fratelli e Sorelle tutti, e ci darà il coraggio di stare fedelmente alla luce di Cristo anche in tempi di Pandemia.


Buona Festa dell'Epifania a tutti voi!



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